Dal 1946
Richard Avedon
Iniziò a fotografare per Vogue nel 1946. Restò tra i fotografi di moda più influenti del secolo, noto anche per i ritratti della società americana degli anni '60.
Scheda 06 · ritratti
Quattro fotografi che hanno cambiato per sempre il modo in cui guardiamo un abito: da Richard Avedon a Peter Lindbergh.
Un buon fotografo di moda non si limita a documentare un abito: decide come lo guarderà chi lo vedrà dopo. Quattro nomi, più di chiunque altro, hanno definito le regole di questo linguaggio nel Novecento.
Nel gennaio 1990 Peter Lindbergh fotografa cinque modelle insieme per la copertina di British Vogue. Sono Naomi Campbell, Linda Evangelista, Tatjana Patitz, Christy Turlington e Cindy Crawford. Lo scatto, realizzato nel quartiere newyorkese di Meatpacking, viene ricordato come l'atto di nascita dell'era delle supermodelle.
Il suo scatto più celebre, Dovima with Elephants, esce su Harper's Bazaar nel settembre 1955. Avedon lo realizza al Cirque d'Hiver di Parigi, dove per caso trova gli elefanti di un altro set cinematografico. L'abito indossato dalla modella Dovima è il primo disegnato per Dior da un giovanissimo Yves Saint Laurent, appena diciannovenne.
Helmut Newton nasce a Berlino il 31 ottobre 1920, con il vero cognome Neustädter. Fugge dalla Germania nazista nel 1938, a soli 18 anni, e si rifugia prima a Singapore, poi in Australia. Dal maggio 1961 lavora per l'edizione francese di Vogue, che pubblicherà i suoi scatti per i venticinque anni successivi.
Dal 1946
Iniziò a fotografare per Vogue nel 1946. Restò tra i fotografi di moda più influenti del secolo, noto anche per i ritratti della società americana degli anni '60.
Dopoguerra
Dopo la Seconda Guerra Mondiale ridefinì l'immagine di moda con un set fotografico ad angolo, diventato celebre come "l'angolo di Penn".
1920–2004
Costruì uno stile fatto di ambiguità ed eleganza provocatoria, capace di restare nella memoria di chi guardava le sue immagini.
1944–2019
Fotografò quasi sempre in bianco e nero, convinto che il colore distraesse lo sguardo dal volto della persona fotografata.
Le immagini di Avedon, Penn, Newton e Lindbergh continuano a circolare online molto oltre le pagine dove sono nate. Ogni ristampa dei loro scatti in un libro fotografico conferma quanto quel linguaggio resti attuale.
Nel 1979 il Amon Carter Museum commissiona ad Avedon un progetto diverso dalla moda: In the American West. In sei anni visita 189 città in 17 stati, realizzando 752 sedute di posa. La mostra apre nel 1985 con 124 ritratti di persone comuni, non di celebrità.
Avedon muore il 1° ottobre 2004, a San Antonio, in Texas, per un'emorragia cerebrale. Sta lavorando a un ultimo progetto per il New Yorker, dedicato alla politica americana, rimasto incompiuto. Le sue ultime fotografie escono postume, poco dopo la sua morte.
Irving Penn lavora per Vogue per oltre sessant'anni. Tra il 1948 e il 1971 viaggia per la rivista in Perù, Nepal, Camerun e Nuova Guinea. Fotografa le popolazioni locali contro uno sfondo neutro. Nel 1977 il Metropolitan Museum di New York espone la sua serie Street Material. È dedicata a mozziconi di sigaretta e rifiuti urbani, trasformati in soggetti fotografici.
Newton arriva in Australia nel 1940 e sposa June Brunell otto anni dopo. June diventa la sua musa, cura le sue mostre e i suoi libri, e firma i propri scatti con lo pseudonimo Alice Springs. Nel 1982 Newton pubblica Big Nudes, dopo White Women del 1976 e Sleepless Nights del 1978.
Peter Lindbergh nasce Peter Brodbeck il 23 novembre 1944 a Leszno, allora in Germania orientale e oggi in Polonia. Cresce a Duisburg, tra cantieri e fabbriche della Ruhr. Negli anni '60 si trasferisce a Berlino per studiare all'Accademia di Belle Arti. Muore a Parigi il 3 settembre 2019, a 74 anni.
Studiare questi fotografi aiuta anche a leggere meglio le immagini di oggi. Molte campagne pubblicitarie contemporanee citano, spesso senza dichiararlo, un'inquadratura o una luce già usata da uno di loro decenni prima. Riconoscere la fonte cambia il modo di guardare una campagna.
Gli archivi più importanti restano visitabili. La Helmut Newton Foundation apre a Berlino nel 2004, vicino alla stazione Zoologischer Garten, e conserva l'intera collezione del fotografo. Anche la Richard Avedon Foundation, a New York, cura mostre ed esposizioni tratte dal suo archivio originale.
Chi vuole approfondire il lato editoriale della moda, oltre alla fotografia, può leggere la nostra guida ai migliori libri di moda. La raccolta comprende anche volumi illustrati e fotografici. La stessa curiosità porta spesso a chiedersi come sono cambiate le riviste di moda nel tempo, e non solo le fotografie che pubblicano.
Non esiste un solo nome, ma Richard Avedon viene citato più spesso. Iniziò con Vogue nel 1946 e restò attivo per decenni, definendo lo sguardo fotografico su più generazioni di collezioni. Il suo scatto più celebre, Dovima with Elephants, uscì su Harper's Bazaar nel settembre 1955.
È il set fotografico ad angolo ideato da Irving Penn dopo la Seconda Guerra Mondiale, con sedute improvvisate su pallet di legno. Era uno spazio semplice, pensato per mettere in risalto il soggetto senza distrazioni. Penn lo usò anche per fotografare popolazioni locali in Perù, Nepal, Camerun e Nuova Guinea.
Riteneva che il colore distraesse dal volto e dall'espressione della persona fotografata. Il bianco e nero restava, secondo lui, più onesto e più vicino al carattere reale del soggetto. Lo stesso approccio guidò lo scatto del gennaio 1990 che segnò, secondo molti, la nascita dell'era delle supermodelle.
In gran parte sì: Vogue, Harper's Bazaar e le grandi maison restarono i loro committenti principali per decenni. I loro scatti sono oggi raccolti anche in mostre e libri fotografici indipendenti dalle riviste originarie, come la serie Street Material che Irving Penn espose al Metropolitan Museum nel 1977.
Nel gennaio 1990 Peter Lindbergh fotografò cinque modelle insieme per la copertina di British Vogue: Naomi Campbell, Linda Evangelista, Tatjana Patitz, Christy Turlington e Cindy Crawford. Lo scatto, realizzato nel quartiere newyorkese di Meatpacking, viene ricordato come l'atto di nascita dell'era delle supermodelle nella moda internazionale.
La Helmut Newton Foundation apre a Berlino nel 2004, vicino alla stazione Zoologischer Garten, e conserva l'intera collezione del fotografo. Anche la Richard Avedon Foundation, a New York, cura mostre ed esposizioni tratte dal suo archivio originale, aperte al pubblico per chi vuole vedere gli scatti oltre le riproduzioni che circolano online.